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Castiglione delle Stiviere, Medole, Volta Mantovana
e della Provincia di Mantova.

 

 




 


In collaborazione con




Alto Mantovano





Consulta giovani
di Volta Mantovana


SECONDA EDIZIONE 2010

 

 

3 SETTEMBRE - 30 OTTOBRE
INCONTRO DI CULTURE
PER COSTRUIRE DIRITTI E DIGNITA'



 

 

 

 

Perché L'Altro Festival

 

 

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ARRIVEDERCI AL 2011

 

Con la cena multietnica di sabato 30 ottobre si è conclusa la seconda edizione de L’Altro Festival, con decine e decine di eventi che si sono susseguiti, in quasi due mesi, nei dieci comuni dell’Alto Mantovano e del Basso Garda dove si è svolto il festival, e che hanno avuto un grande riscontro di partecipazione e condivisione. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alle varie iniziative e i volontari che, con il loro lavoro, hanno contribuito alla loro realizzazione. Ringraziamo inoltre gli sponsor per la loro sensibilità e disponibilità. Innanzitutto la Coop Consumatori Nordest, che ha partecipato al festival non solo con un importante contributo economico, ma anche con l’organizzazione di alcuni eventi, tramite il distretto sociale di Castiglione delle Stiviere e Montichiari. Quindi, a Castiglione delle Stiviere: Golden Lady, Huntsman, Sterilgarda, Freddi Dolciaria, Centro Commerciale Benaco, E3 Elettronica, Libreria Pegaso, La Civetta, Dal Sasso Mario Snc, Coiseco, Gelateria Passaparola, Antica Osteria Martini, Erboristeria Dulcamara, Farmacia Erasmo Pigato, Hostaria Viola, Fondec di Mauro Guidetti, Pizzeria Mavi, Bar Niki e i negozi del Benaco. E inoltre: Unipol Assicurazoni-Belletti Gianluca di Montichiari, Semiramis Viaggi e Turismo di Castelgoffredo e Trattoria Le Bagnole di Lonato. Arrivederci al 2011!

 

 

RESOCONTI E COMMENTI

HANNO DEMONIZZATO

LA FESTA DEL “CLANDESTINO DAY”

di Toni Bondioli, Massimo Carrara, Adriana Gaio, Daria Magagnotti, Patrizia Marchetti, Patrizia Sironi

Abbiamo letto sulla stampa alcuni commenti relativi all’iniziativa “Clandestino day” di Castiglione, uno degli eventi del programma “L’Altro Festival”, progetto che si svolge per due mesi, in diversi paesi della zona, con l’adesione di numerosissime associazioni nazionali e territoriali. Siamo rimasti colpiti dai toni e dalle argomentazioni utilizzate per demonizzare quella che è stata una serena e gioiosa festa, un incontro partecipato di persone di culture diverse, desiderose di condividere momenti di svago e di conoscenza.
La piazza era piena di persone di ogni età, fortunatamente anche molti giovani, che hanno ascoltato musica, gustato sapori diversi e nuovi, seguito spettacoli teatrali e di danze etniche, preso coscienza, attraverso una mostra fotografica, di quanto accaduto a Rosarno a lavoratori extracomunitari. Molti gli stand di associazioni quali Emergency, Gas Castiglione Alegre, Libera, Green Hill, Fiom, Libertà e Giustizia, Amnesty International, bancarelle di artigianato e gastronomiche.
Chiediamo alla Lega di Castiglione, e in particolare al capogruppo Sig. Dara, in cosa di tutto questo ha ravvisato “una manifestazione che va apertamente a sostegno di un reato”. Forse perché alla parola “clandestino”
(dal dizionario Zingarelli: “Passeggero imbarcato nascostamente su una nave o su un aereo”) la politica inaccettabile ed iniqua della Lega e dell’attuale governo hanno dato il significato di delinquente. La cosiddetta legge sulla sicurezza ha trasformato in “delinquenti” tanti stranieri onesti che vivono da 10 o 15 anni in Italia con le loro famiglie e lavoravano regolarmente e che, a seguito della perdita del lavoro data dalla grave crisi economica, non sono stati in grado di trovare una nuova collocazione lavorativa.
Noi che abbiamo partecipato abbiamo visto solo tante oneste persone che si divertivano cercando di trovare un luogo e un modo per stare insieme. Pensiamo che nel nostro Paese ci siano tanti e tali problemi da risolvere – occupazione, scuola, sanità, giustizia uguale per tutti, difesa dei più deboli, pensioni da fame, mancanza di progettualità per un futuro che dia certezze ai giovani, e non solo – mentre queste strumentalizzazioni di cui purtroppo è pieno il nostro presente, servono solo ad inasprire e rendere conflittuali i rapporti. Tutto ciò per recuperare due voti in più vista l’aria di elezioni anticipate. Per finire pensiamo che, anche da parte di chi, come il Sig. Dara ritiene che la clandestinità sia un reato, accostarlo al “reato di stupro” sia una profonda ed assurda mancanza di rispetto che si commenta da sé. 



SUL CLANDESTINO DAY POLEMICHE PRETESTUOSE E’ STATA UNA FESTA GIOIOSA E PARTECIPATA

di Claudio Morselli

 

Da più di una settimana la festa del Clandestino Day di Castiglione delle Stiviere di domenica 26 settembre è oggetto di polemiche pretestuose e ingannevoli tendenti a stravolgere il significato di questa manifestazione, falsificandone i contenuti e le modalità con le quali si è svolta. Si veda, in proposito, la rassegna stampa sul nostro sito http://www.altrofestival.com/rassegna_stampa.html. Già nel volantino che è stato distribuito erano chiare le motivazioni di questa festa: Clandestino Day-in piazza per i diritti, con riferimento all’articolo 3 della Costituzione italiana, con musiche e danze, teatro, lettura di testi e interventi di varie associazioni, kebab, the e pasticcini, spazio bambini e ragazzi, laboratorio di manualità creativa, mostra fotografica su Rosarno, interventi nelle scuole, sfilata di costumi tradizionali, mercatino del commercio equo e solidale e di prodotti etnici… Abbiamo quindi assistito alla partecipazione gioiosa di tantissima gente e di tante associazioni che hanno costruito un grande evento di festa, di incontro e di impegno sociale e civile. Tra le tante associazioni presenti, sono intervenute dal palco, motivando la loro adesione: Amnesty International, Articolo 3, Emergency, Fermare Green Hill, Fiom Cgil, Libera, Libertà e Giustizia, Sucar Drom e Tavola della Pace

 

Coloro che ora insultano, con accuse ridicole, organizzatori e amministratori comunali, avrebbero potuto verificare di persona, in piazza Dallò, la bontà dell’iniziativa. Ma a costoro interessa solo calunniare, falsificando la realtà dei fatti, per scopi puramente politici e di polemica politica, in previsione dei prossimi appuntamenti elettorali. Non importa se in questo modo gettano fango sulle persone e sulle associazioni che hanno partecipato a questa splendida iniziativa. Chi sostiene che il Clandestino Day ha inneggiato al reato di clandestinità dice il falso. Questo reato è un mostro giuridico moralmente inaccettabile, contrario a qualsiasi principio umanitario, e va abolito. Non dobbiamo dimenticare che dietro la parola clandestino c’è sempre una persona, con le sue sofferenze, una dignità da rispettare e la speranza di vivere una vita dignitosa. Il reato di clandestinità mette a rischio la coesione sociale del Paese e minaccia la serenità di milioni di famiglie di onesti lavoratori stranieri, ognuno dei quali, in caso di perdita del posto di lavoro, diventerà automaticamente, per legge, un clandestino, ovvero un delinquente, un criminale, un fuorilegge.

 

Di fronte alle nostre coscienze il crimine non è, dunque, la clandestinità ma l’arroganza di un potere privo di qualsiasi umanità che trasforma in delinquenti persone oneste e bisognose di aiuto e nega il diritto d’asilo ad esseri umani disperati, diventando complice dell’assassinio di migliaia di uomini, donne e bambini, la cui unica colpa è stata quella di aver dovuto lasciare la propria terra alla ricerca di una speranza di vita, che è stata loro negata. Nel contestare l’assurdità del reato di clandestinità, abbiamo inteso ribadire, con questa manifestazione, che siamo tutti clandestini, così come l’11 settembre siamo tutti americani e davanti all’Olocausto e al Porrajmos siamo tutti ebrei, sinti e rom… Ricordiamo inoltre che il Clandestino day si è svolto senza polemiche in tutta Italia, in decine e decine di città, ma solo a Mantova si grida allo scandalo. Guarda caso, l’anno prossimo si vota per le provinciali.

 

 

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CASTIGLIONE CLANDESTINO DAY:

IN PIAZZA PER I DIRITTI

FRA INTRATTENIMENTO E INTERCULTURA

di Sara Boschetti

 

Domenica 26 settembre si è svolto a Castiglione il Clandestino Day, uno degli appuntamenti più importanti del calendario dell’Altro Festival. Dalle cinque del pomeriggio a mezzanotte piazza Ugo Dallò è stata gremita di persone che hanno affollato gli stand delle tante associazioni presenti (tra cui Amnesty International, Articolo 3, Emergency, Libera, Libertà e Giustizia, Sucar Drom, Tavola della Pace…), le bancarelle del commercio equo e solidale, dei prodotti etnici e della gastronomia, dove si potevano assaggiare specialità lontane come kebab, falafel, the e pasticcini. Per i più piccoli, inoltre, c’erano palloncini, truccabimbi, laboratori di manualità creativa e un gazebo dove ci si poteva far decorare il braccio o la mano con stupendi tatuaggi all’henné.
Aderendo all’appello nazionale per il Clandestino Day promosso dalla rivista Carta (www.carta.org), domenica L’Altro Festival era in piazza per i diritti al grido di “ognuno è clandestino, nessuno è clandestino”, e questo per riaffermare l’articolo 3 della Costituzione italiana che stabilisce: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali”. E quindi, via libera all’intrattenimento, al divertimento, alla solidarietà, all’accoglienza e al rispetto delle e fra le persone. Questo è stato l’unico grande scopo del Clandestino Day.
Come avviene spesso negli appuntamenti dell’Altro Festival, non potevano certo mancare spunti letterari ed artistici, e così largo alla compagnia di teatro indipendente Teatro della favela che ha messo in scena Io sono–io vado, uno spettacolo sul viaggio, le identità e le migrazioni. Si poteva inoltre vedere la mostra Magna, Italia!, un racconto fotografico di Rosarno ad opera di Andrea Scarfò – che per l’occasione si è occupato personalmente dell’allestimento – e l’esposizione di pittura Zar-Art di Rachid Ezzarrouki (meglio conosciuto come Zaroki). E poi, naturalmente, si è potuto ascoltare e ballare tanta musica proveniente dalle diverse parti del mondo: dall’Italia i Pois Noir, dal Senegal il Siko Group, dal Maroco Mohamed Essarehini Zobair (Shams), dall’India Falguni Dasgupta e Maurizio Murdocca e il gruppo castiglionese Tsambal con le loro danze etniche da tutto il mondo. Un altro appuntamento dell’Altro Festival si è concluso così con successo riuscendo a creare occasioni d’incontro, confronto e riflessione oltre che, naturalmente, di divertimento fra le diverse comunità presenti a Castiglione e nei comuni vicini.

 

 

 

APPELLO NAZIONALE
PER IL CLANDESTINO DAY

Pubblichiamo l’appello nazionale diffuso dalla rivista Carta in occasione del Clandestino Day 2010. L’Altro Festival ha aderito a questa iniziativa con la manifestazione di domenica 26 settembre in Piazza Dallò a Castiglione delle Stiviere, ricordando il dovere morale e civile, oltre che politico, del rispetto dei diritti umani di ogni persona e in ogni parte del mondo.

 

Nel settembre 2009, in 60 città, 500 organizzazioni diedero vita al Clandestino Day proposto dalla rivista Carta. I motivi e le modalità che spinsero alla riuscita di quella giornata sono ogni giorno più validi e hanno spinto gli organizzatori a proporre il Clandestino Day anche per il 2010. Le leggi razziste del governo hanno prodotto un imbarbarimento delle relazioni sociali e delle condizioni di vita dei migranti che vivono in Italia o che provano ad arrivarci. Reato di clandestinità, prolungamento della detenzione nei Cie, respingimenti in mare, violazione del diritto d’asilo, sanatoria-truffa, permesso di soggiorno a punti, tetto scolastico, sono tutti tasselli di questo nuovo razzismo, istituzionale e popolare, a cui vogliamo opporci.

Come risposta a questo clima insopportabile cresce, spesso invisibile agli occhi dell’informazione ufficiale, una società aperta, accogliente, solidale e sempre più meticcia, fatta di scuole di italiano, sostegno legale, occupazioni di case, assistenza sanitaria, scambio culturale. La rivolta di Rosarno e le ribellioni sempre più frequenti nei Centri di detenzione per migranti ci parlano di un’emergenza sempre più pressante per cambiare le leggi italiane. I movimenti italiani contro il razzismo sono in profonda trasformazione, hanno saputo parlarsi e trovare momenti comuni molto importanti, come la grande manifestazione del 17 ottobre 2009 e come la giornata del primo marzo 2010. Queste due giornate ci segnalano un nuovo protagonismo dei migranti e la capacità di reinventare il lessico dell’antirazzismo. Il Clandestino Day vuole essere una giornata a disposizione di tutti, per intrecciare e allargare reti, per dare visibilità a tutti e a ognuno con le proprie forme e i propri linguaggi.

Quest’anno abbiamo pensato di suggerire un tema e un luogo sui quali concentrare l’immaginazione del Clandestino Day: la formazione e la scuola. Migliaia di insegnanti, dalle materne alle superiori, fanno ogni giorno un lavoro prezioso per far crescere e vivere insieme la prima generazione italiana compiutamente meticcia. Questo lavoro è sempre più minacciato dalle campagne mediatiche e dalle riforme che propone il ministro Mariastella Gelmini, dai tagli alla scuola di ogni ordine e grado all’istituzione del tetto per i figli dell’immigrazione. Per questo pensiamo che oggi sia fondamentale difendere la scuola come luogo decisivo, dove costruire un altro modo di vivere insieme.

Con il Clandestino Day si promuovono in tutta Italia le più diverse e creative forme di protesta e di stare insieme. Un giorno nel quale ognuno di noi si dichiara clandestino. Ognuno è clandestino, nessuno è clandestino.

 

 

Domenica 26 settembre 2010

Castiglione delle Stiviere

Piazza Dallò, ore 17:00-24:00

IN PIAZZA PER I DIRITTI

“Ognuno è clandestino, nessuno è clandestino”

 

 

Grazie per questa splendida iniziativa a cui avrei aderito se non mi trovassi lontano da Brescia, per motivi di famiglia.

Grazie perché la testimonianza e la partecipazione a questi eventi, e non solo, nutrono la speranza di un possibile cambiamento di pensiero e il ritrovare la gioia del dialogo.

I migranti sono gli ultimi, anche se a noi più vicini, la distanza grande che ci separa non è quella dei muri e dei ghetti  che sfioriamo nelle nostre città, ma è quella del pensiero. E’ evidente oggi, da quanto accade, che non abbiamo un pensiero costruttivo sulla migrazione. Manca la prospettiva e una certa politica coltiva l’illusione che la migrazione sia un fenomeno che si ridurrà, fino a cessare, con un efficace controllo del territorio. Purtroppo non è così, subiamo così gli effetti della nostra disaffezione. In positivo, si tratta di riportare nell’incontro tra noi e le differenze: linguistiche-culturali-sociali-religiose dei popoli migranti una disponibilità fiduciosa: cosa è questo per te?, per la tua gente?… lo scopo è di aprire i mondi. Se favoriamo queste pratiche nel, quotidiano, circoscriviamo il nascere di traumatismi di diverso ordine in seno alla società e non perdiamo una buona occasione. Altrimenti cosa accadrà!?... Lo spazio vuoto lo colmerà il pensiero di paura  che si autoalimenta esasperando le regole dimenticando i diritti. Qualcuno  ci venderà all’angolo di qualche strada processi di assimilazione strutturati, camuffati da integrazione illuminata.

Ogni essere umano ha un suo specifico alfabeto, anche simbolico, attraverso il quale comunica e comprende il mondo che l’ha costruito e se stesso. Nello stesso tempo è portatore di una storia che è legata alla sua esperienza che diventa: la sua verità. Per incontrare ogni persona, anche della nostra cultura e appartenenza, bisogna essere disposti a dare un po’ di noi stessi.

Altresì occorre favorire chi desidera muoversi, conoscere il mondo, sperimentare se stesso. Nessuno può essere limitato nelle sue aspirazioni, nei suoi bisogni. Penso sia arrivato il momento di accettare la realtà e la prova che oggi ci sottopone a forti sollecitazioni, volgendoci a creare le condizioni per regole condivise e rispetto per tutti, piuttosto che vivere  una condizione di minaccia permanente.  Cordiali saluti, Guglielmo Loffredi

p.s.

 

Vi allego una poesia che parla di bambini migranti, bambini soldato… che sono le prime vittime innocenti del mancato incontro, della non accoglienza.

La poesia è presente nel sito di Mosaico di Pace (Alex Zanotelli) e del Dialogo.

Potete leggerla, distribuirla come dono, fate come ritenete opportuno. La poesia è il mio modo di essere vicino.

 

http://www.ildialogo.org/poesia/Poesie_1257515659.htm

 

http://www.peacelink.it/mosaico/a/30560.html

 

 

Guglielmo Loffredi

mail: guglielmo.loffredi@alice.it

 

 

Leggi o scarica pdf della poesia Ai bambini invisibili



 

 

 

 

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L'ALTRO FESTIVAL 2010

 

Dopo il grande successo della prima edizione dell’anno scorso, é partita la seconda edizione de L’Altro Festival, che durerà due mesi (!) – dal 3 settembre al 30 ottobre – coinvolgendo 10 comuni dell'alto mantovano e del basso Garda. Aderiscono all’iniziativa 52 associazioni e gruppi della zona che hanno messo in calendario un totale di 43 eventi (l'anno scorso erano 25). Il carattere “aperto” del festival ha reso possibile la realizzazione di significative collaborazioni, sia a livello locale – con Pro Loco di Castiglione delle Stiviere e Medole, Iat Alto mantovano, Supercinema e Castello di Castiglione – che con importanti associazioni quali Amnesty International, Emergercy, Articolo 3-Osservatorio sulle discriminazioni, Libera, Tavola della Pace. Al festival ha aderito anche la sede di Castiglione delle Stiviere dell’Istituto Centrale di Formazione del personale del Ministero della Giustizia (Villa Brescianelli), presso la cui sede si svolgeranno alcune delle iniziative in programma, mentre il coinvolgimento delle amministrazioni locali è reso esplicito dal patrocinio concesso dai Comuni di Castiglione delle Stiviere, Medole, Volta Mantovana e dalla Provincia di Mantova, che esprime la propria collaborazione con l’adesione del Centro Interculturale di Mantova. Il Comune di Volta Mantovana partecipa inoltre direttamente alla manifestazione, assieme alla Consulta giovani comunale, organizzando un evento, il 25 settembre, sulla contaminazione culturale attraverso il cibo. Importante e impegnativo è il contributo di Coop Consumatori Nordest, sia con l’erogazione di un contributo finanziario, sia con la partecipazione diretta del distretto sociale di Castiglione delle Stiviere e Montichiari attraverso la realizzazione di alcuni eventi, tra cui va ricordato lo spettacolo teatrale di Montichiari del 2 ottobre, Gerundia Felix.

 

Pensato e voluto dalle associazioni di migranti in collaborazione con enti e associazioni di volontariato di varia estrazione, L’Altro Festival ha il pregio di coinvolgere, nell’organizzazione, le comunità migranti presenti sul territorio. Il successo del festival va ricercato soprattutto nell’aver saputo portare molti stranieri in piazza, nelle serate di dibattito e incontro, e nell’aver realizzato momenti di condivisione fra cittadini italiani e migranti, realizzando esperienze concrete di conoscenza e di coesione sociale, creando occasioni concrete di riflessione sul ruolo del dialogo e dell’incontro, valorizzando il ruolo fondamentale della scuola quale veicolo culturale per la formazione dei cittadini. Un’altra cosa importante che possiamo rilevare da questa esperienza è la grande funzionalità del lavoro “di rete”, ossia il buon funzionamento dell’organizzazione tra i vari nodi territoriali, ognuno con le proprie prospettive, le proprie analisi, le proprie pratiche. Ognuno di questi nodi rimane certo indipendente, e allo stesso tempo è in grado di contribuire al funzionamento di una manifestazione costruita in comune. La costruzione del comune, appunto, ha assoluto rilievo nel considerare un successo come quello avuto da L’Altro Festival, soprattutto per le nuove relazioni che grazie a questo si sono sviluppate. La costruzione del “comune”, la novità di queste relazioni, è un ottimo antidoto contro chi vuole affrontare il tema immigrazione e integrazione solo nell’ordine di sicurezza nazionale e paura. Dal pensiero della paura nasce tutto il clima che la nostra società vive nella quotidianità. Questo festival ha iniziato a mettere in discussione il pensiero della paura, ora serve lavorare, tutti insieme, per far proseguire questo cammino. Ed è con questo spirito che i gruppi e le associazioni che hanno dato vita all’Altro Festival stanno per dare inizio all’edizione 2010, che manterrà la stessa impostazione dell’anno scorso. Non un’unica sede del festival, ma una serie di eventi di vario genere, decentrati sul territorio. Sono dunque previsti incontri-dibattiti, feste, eventi musicali, spettacoli teatrali, reading di poesia, cene multietniche, una rassegna di film sull’immigrazione, eventi sportivi (un torneo di calcio, uno di cricket, una corsa podistica) e laboratori didattici nelle scuole.

 

A questi dati significativi si aggiunga quanto raccolto e realizzato nel corso dell’inverno. Le esperienze di incontro fatte l’anno scorso, proprio grazie al festival, hanno fatto nascere gruppi, ma soprattutto rete e interazione, ma anche amicizie e collaborazioni. Chi ha potuto seguire quanto è stato fatto in quest’anno non si stupirà, quindi, della ricchezza del programma. I temi che si sono dibattuti e che hanno visto nascere forum, virtuali e reali (con manifestazioni di piazza e incontri a tema), sono tanti: si va dalla questione “Cinque Continenti” alla vicenda “Sinti di Guidizzolo” passando per le tensioni per i permessi di soggiorno a Montichiari, fino all’aggressione di una donna in Comune a Montichiari, ma anche alla querelle infinita del centro Culturale islamico di Castiglione delle Stiviere e ai singoli episodi di razzismo denunciati su queste pagine e sul forum di facebook. A tutto questo si aggiunga la situazione nazionale e quella internazionale, non ultima la vicenda francese con il presidente Sarkozy in prima linea per la scacciata dei Rom dal suolo patrio. Se da un lato, dunque, la società multietnica è un fatto, dall’altro la chiusura e la paura è in continua crescita. Chaimaa, la più giovane nostra collaboratrice, anima di dibattiti e discussioni, ha scritto: “In Italia, come in molti altri paesi, si viene discriminati non per il color della pelle, la religione e cittadinanza in se, ma per il pensiero. Il pensiero è il vero oggetto che si discrimina realmente e c'entra ben poco con le differenze etniche”. Dal pensiero della paura nasce tutto il clima che la nostra società vive nella quotidianità. L'Altro Festival,  ha iniziato a mettere in discussione il pensiero della paura, ora serve lavorare, tutti insieme, per far proseguire questo cammino.

 

Allo stesso modo la complessità e la molteplicità sono la condizione che viviamo. Semplificare, ridurre, ragionare per slogan, fare di tutta l’erba un fascio, è fare il gioco di chi, appunto, vuole che la paura sia l’unica categoria politica esistente, l’unico argomento politico su cui dibattere. La complessità e la molteplicità vanno affrontate per quello che sono, non ridotte e semplificate. In questo caso si fa il gioco di chi vuole davvero che tutta l’erba sia un fascio! La paura è un sentimento, umano, troppo umano, non di certo una categoria politica. Muove gli animi e scalda i cuori, anima le pance. Se da un lato questo sentimento va ascoltato (perché reale e vivo), dall’altro si ha l’obbligo di trovare risposte e pratiche per evitare che cresca e degeneri. Ciò che serve è, prima di tutto, incontrarsi e promuovere momenti di confronto. Non basta, è certo, ma è un buon inizio. Questo è uno degli intenti de L’Altro Festival. Da qui si parte, anche quest’anno.